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Alternativa a TheFork per ristoranti: quale scegliere nel 2026?

Scritto da Ludovic Frank Pubblicato il 9 min di lettura
Ristoratore italiano pensieroso nella sua trattoria che confronta una pila di monete che vola via dalla finestra e una piccola pila al sicuro accanto al registro delle prenotazioni

Stai cercando un'alternativa a TheFork per il tuo ristorante? In sintesi: TheFork ti porta una vera audience, ma il suo modello si basa su un canone mensile a listino non pubblico, costi di attivazione e una commissione percentuale a coperto calcolata sullo scontrino medio del tuo locale. Una soluzione come ViteUneTable, un software di prenotazione per ristoranti gratuito e senza commissioni, funziona invece a prezzo fisso: una versione gratuita illimitata, poi pack opzionali a partire da 29 € al mese IVA esclusa, senza vincoli. In questo articolo confrontiamo i due modelli con cifre verificabili e ti spieghiamo come cambiare strumento senza perdere prenotazioni.

Una precisazione utile per le tue ricerche: TheFork e LaFourchette sono la stessa azienda. Nata in Francia nel 2007 come LaFourchette, è stata acquisita da Tripadvisor nel 2014 e il marchio è stato unificato come TheFork nel 2020. Nel giugno 2026 Tripadvisor ha annunciato la vendita di TheFork ad American Express per 700 milioni di dollari, con chiusura dell'operazione prevista entro fine 2026, dopo le approvazioni regolatorie.

Perché cercare un'alternativa proprio ora?

Il mercato italiano delle prenotazioni online si sta concentrando a vista d'occhio. Quandoo, per anni il secondo attore in Italia, ha annunciato il 24 marzo 2026 la chiusura progressiva della piattaforma: ultime prenotazioni il 30 settembre 2026, spegnimento definitivo dell'infrastruttura il 31 dicembre 2026. Nello stesso anno TheFork ha cambiato proprietario. Due segnali della stessa realtà: una marketplace può chiudere, essere venduta o cambiare condizioni da un giorno all'altro, e con lei se ne va il canale di prenotazione del tuo locale.

Costruire un canale diretto che ti appartiene, con i dati dei clienti nel tuo database e non in quello di una piattaforma, non è quindi solo una questione di commissioni: è una questione di indipendenza.

Cosa fa bene TheFork

Siamo onesti: se TheFork è il leader delle prenotazioni online in Italia, un motivo c'è. Anzi, più di uno.

  • Un'audience reale. TheFork dichiara oltre 20 milioni di visite mensili in 11 Paesi europei, 20.000 ristoranti partner in Italia e 55.000 in Europa. Per un locale in una via senza passaggio, o in una città turistica, questa visibilità può riempire tavoli che nessun modulo di prenotazione da solo riempirebbe.
  • Strumenti contro i no-show. I piani Performance ed Enterprise includono strumenti di protezione contro i no-show e una pianta della sala interattiva.
  • Un gestionale completo. TheFork Manager copre la gestione della sala, le recensioni e le campagne marketing verso la propria base utenti.

Il problema quindi non è la qualità dello strumento. È il modello economico: più coperti serviti arrivano dalla piattaforma, più paghi, e quell'audience non diventa mai davvero tua.

Quanto costa TheFork a un ristorante?

Prezzi rilevati l'11 agosto 2026 su theforkmanager.com: TheFork non pubblica più un listino completo. La pagina prezzi italiana propone tre piani (Visibility, Performance, Enterprise) con canone mensile comunicato solo su richiesta, costi di attivazione di 300 € per il piano Visibility e 400 € per Performance ed Enterprise, e una "commissione percentuale a coperto basata sullo scontrino medio del ristorante", senza indicare la percentuale.

Qualche riferimento pubblico aiuta a farsi un'idea:

Il costo reale dipende dal tuo contratto e dal tuo scontrino medio: l'unico numero che conta è quello che trovi sulle tue fatture.

TheFork o ViteUneTable: il confronto

Criterio ViteUneTable TheFork Manager
Prezzo di ingresso Versione gratuita illimitata, 0 € Su richiesta (3 piani, canone non pubblico)
Commissione a coperto 0% di commissioni, per sempre Percentuale sullo scontrino medio per cliente portato
Costi di attivazione 0 € Da 300 a 400 € secondo il piano
Vincolo contrattuale Senza vincoli Secondo contratto, condizioni su richiesta
Prenotazioni online 24 ore su 24 Sì, già nella versione gratuita
Promemoria via email Pack Standard, 29 € al mese IVA esclusa Secondo il piano
Pulsante Prenota con Google Pack Standard, 29 € al mese IVA esclusa Sì (integrazione Google)
Pre-autorizzazione carta anti no-show Pack Standard + Anti No-Show, 49 € al mese IVA esclusa Piani superiori
Audience della piattaforma No, i clienti prenotano direttamente da te Sì, 20 milioni di visite mensili dichiarate
Proprietà della relazione con il cliente I tuoi dati, i tuoi clienti Cliente portato tramite la piattaforma TheFork

La riga decisiva è la seconda: con ViteUneTable la tua fattura non dipende mai dal tuo successo. Con TheFork cresce insieme a lui.

Quanto pesa davvero una commissione a coperto?

Poiché TheFork non pubblica la percentuale, facciamo un calcolo con un'ipotesi che puoi adattare al tuo contratto. La formula è semplice:

coperti portati al mese × costo a coperto × 12 = costo annuo della commissione

Prendiamo un ristorante che riceve 300 coperti al mese dalla piattaforma, con un'ipotesi prudente di 2 € a coperto (l'ordine di grandezza riportato dalla stampa già nel 2020, il valore reale dipende dal tuo scontrino medio e dal tuo contratto):

  • 300 coperti × 2 € = 600 € al mese
  • cioè 7.200 € all'anno, prima ancora del canone mensile e dei costi di attivazione

Dall'altra parte, il Pack Standard di ViteUneTable costa 29 € IVA esclusa × 12 = 348 € all'anno, promemoria via email e pulsante Prenota con Google inclusi, qualunque sia il numero di coperti. Anche il Pack Standard + Anti No-Show, a 49 € al mese IVA esclusa, si ferma a 588 € all'anno.

Rifai il calcolo con i tuoi numeri: è l'unico confronto che conta. E se una parte dei clienti "portati" dalla piattaforma sono in realtà i tuoi habitué che ti hanno cercato su TheFork invece che sul tuo sito, la commissione paga un'acquisizione che sarebbe avvenuta comunque.

Come lasciare TheFork senza perdere prenotazioni

Cambiare sistema di prenotazione non si fa dall'oggi al domani. Ecco una transizione in quattro passi che non fa perdere neanche un tavolo.

1. Esporta i dati dei tuoi clienti

Prima di qualunque disdetta, recupera il tuo storico: nomi, contatti, preferenze, frequenza di visita. Questi dati sono il tuo patrimonio digitale e, con il GDPR, la base della tua comunicazione diretta futura. Verifica nel contratto e nell'interfaccia cosa è esportabile, e fallo finché il tuo accesso è attivo.

2. Controlla le condizioni di recesso

Rileggi il tuo contratto TheFork: durata del vincolo, preavviso, data di rinnovo. Le condizioni non sono pubbliche, quindi fa fede solo il tuo contratto. Se un punto è ambiguo, chiedi chiarimenti per iscritto al tuo referente commerciale.

3. Riprendi il controllo della tua scheda Google

È il passaggio più importante. La maggior parte dei tuoi clienti ti trova su Google, non su una marketplace. Assicurati che la tua scheda di Google punti al tuo modulo di prenotazione, non a una piattaforma terza. Con il pulsante Prenota con Google del Pack Standard, i clienti prenotano direttamente da te da Google Maps e dalla ricerca Google, senza commissioni. Ti spieghiamo tutta la procedura nella guida per attivare Prenota con Google nel tuo ristorante.

4. Fai convivere i due sistemi durante la transizione

Tieni TheFork attivo per qualche settimana mentre il nuovo modulo prende slancio: metti il link di prenotazione diretta sul sito, sui social, nella segreteria telefonica e in vetrina. Quando le prenotazioni dirette diventano la maggioranza, disdici con cognizione di causa. Alcuni locali molto dipendenti dal flusso turistico scelgono perfino di tenere entrambi: la piattaforma per l'acquisizione, il modulo diretto senza commissioni per gli habitué.

Un ultimo punto: lasciare TheFork non risolve il problema dei clienti che non si presentano. Promemoria automatici e pre-autorizzazione sulla carta restano indispensabili, e ti spieghiamo tutto nella guida per ridurre i no-show nel tuo ristorante.

Domande frequenti

TheFork e LaFourchette sono la stessa azienda?

Sì. LaFourchette è il nome storico francese, nato nel 2007. Dopo l'acquisizione da parte di Tripadvisor nel 2014, il marchio è stato unificato come TheFork nel 2020 in tutti i Paesi, Italia compresa. Nel giugno 2026 Tripadvisor ha annunciato la vendita di TheFork ad American Express per 700 milioni di dollari, con chiusura dell'operazione prevista entro fine 2026.

Quanto costa TheFork per un ristorante in Italia?

TheFork non pubblica il canone mensile: i tre piani (Visibility, Performance, Enterprise) sono su richiesta, con costi di attivazione da 300 a 400 € e una commissione percentuale a coperto basata sullo scontrino medio del ristorante (prezzi rilevati l'11 agosto 2026 sul sito di TheFork Manager). Il costo totale dipende quindi dal tuo volume di coperti.

Esiste un'alternativa gratuita a TheFork?

Sì. La versione gratuita di ViteUneTable permette di ricevere prenotazioni online 24 ore su 24, senza limiti di volume, con 0% di commissioni e senza vincoli. I pack a pagamento (29 € al mese IVA esclusa per i promemoria via email e il pulsante Prenota con Google, 49 € al mese IVA esclusa con la pre-autorizzazione anti no-show) restano opzionali.

Perderò prenotazioni lasciando TheFork?

Dipende da quanta parte della tua clientela arriva davvero dalla marketplace. Esporta i tuoi dati, misura la quota di prenotazioni dirette durante un periodo di convivenza dei due sistemi e disdici solo quando i tuoi canali diretti (sito, scheda Google, social) hanno preso il testimone.

Posso tenere il pulsante di prenotazione su Google senza TheFork?

Sì. Prenota con Google non è riservato alle marketplace: un software di prenotazione partner del programma, come ViteUneTable con il Pack Standard, collega la tua scheda Google alla tua agenda, e le prenotazioni arrivano direttamente da te, senza commissioni.

Perché i ristoratori italiani cercano alternative a TheFork?

I motivi più citati sono la commissione a coperto, che cresce automaticamente con l'attività, l'assenza di un listino pubblico, gli aumenti tariffari contestati anche dalla FIPE e la dipendenza da un'audience che appartiene alla piattaforma e non al ristorante. Al contrario, la visibilità della marketplace resta un vero vantaggio per alcuni locali: la risposta giusta dipende dalla tua situazione.

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